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Il Laser, 50 anni sulla cresta dell'onda

Chi non conosce il Laser, piccola barca da regata presente alle Olimpiadi come su tutte le spiagge del mondo? Ad oggi ne sono stati costruiti circa 220mila esemplari, il 2021 segna il suo 50 compleanno, debuttò nel 1971 al New York Boat Show, e la sua storia di successo merita di essere raccontata.

Questa piccola deriva fonda il suo successo tanto su un progetto di Bruce Kirby decisamente azzeccato - semplice, performante e innovativo, valido a 50 anni di distanza - che su un’idea vincente da parte di Ian Bruce, un product developer, che aveva tra i suoi clienti una catena di distribuzione di prodotti per lo sport e la vita all’aria aperta. Il Weekender – che poi diventerà Laser – non nasce con l’intento di “fare una nuova barca” ma per essere aggiunto a una gamma completa di prodotti per l’outdoor, con la richiesta di poterla facilmente caricare anche sul tetto di un’auto. Tramontato l’interesse del committente, il senso imprenditoriale di Ian Bruce, che era anche appassionato velista, lo ha portato a occuparsi della costruzione e distribuzione della nuova deriva progettata dal suo amico Kirby. Nato a Ottawa, Bruce Kirby è stato egli stesso un ottimo velista, rappresentando tre volte il Canada alle Olimpiadi, a Melbourne ’56 e Tokyo ’64 (Enoshima) sul Finn e sulla Star in Messico (Acapulco) nel ’68.

Il suo principale lavoro era di cronista per un quotidiano canadese, non abbandonò il giornalismo continuando a scrivere su Sailing World. La vela era sempre stata presente nella sua famiglia di origine, in un’intervista del 2019 ha ricordato di quando con il padre e il fratello ascoltavano le radiocronache dell’America’s Cup con i J Class. “Probabilmente – ha aggiunto – sono rimasto ormai l’ultimo in vita a ricordare il momento in cui, nel ’37, le parole del radiocronista annunciarono in diretta la vittoria del Defender Ranger sul Challeger Endeavour”. Sempre a proposito del suo rapporto con la Coppa America, va ricordato che progettò i due 12 metri Stazza Internazionale per la sfida canadese alla 25^ AC svoltasi nell’83 a Newport R.I., la stessa che vide il debutto della nostra Azzurra. Come progettista era un autodidatta “lo yacht design non è un’operazione chirurgica al cervello, anche se facciamo credere che lo sia…” ebbe a dire con simpatia. Prima del Laser, e anche successivamente, progettò molte barche e derive che testava in prima persona.

Il primo esemplare di quello che diventerà il Laser fu costruito nel ‘71 in fretta e furia per prendere parte a una regata per derive che costassero meno di 1000 dollari, un’iniziativa della rivista nautica per la quale Kirby scriveva. La barchetta di 4 metri destò subito interesse e richieste di acquisto. Per il debutto al New York Boat Show del ’71 si scelse il nome Laser, come quel fascio di luce coerente che al tempo era una delle meraviglie tecnologiche; ne vennero venduti 144 esemplari al prezzo di 700 dollari, 695 per l’esattezza. Nel corso di 50 anni migliaia di velisti hanno potuto gioire sul Laser e grandi campioni hanno scritto pagine di grande vela sportiva, quali lo storico duello a Sydney 2000 tra Robert Scheidt e Ben Ainslie, vinto da quest’ultimo. Come rovescio della medaglia, proprio lo status olimpico della barca ha portato a una serie di cause legali sulla proprietà intellettuale e sul diritto a costruire il Laser, che ha preso parte con il suo nome originario ai Giochi di Tokyo per l’ultima volta. Da oggi in avanti si dovrà chiamarlo ILCA (International Laser Class Association). Il papà del Laser è mancato pochi giorni prima dell’inizio delle regate, il 18 luglio 2021, aveva 92 anni.