Quante volte hai regatato qui a Porto Cervo nel corso della tua carriera?
“Onestamente non saprei dire quante volte, non le ho mai contate. Tante nel corso degli anni. Ho partecipato a molte regate: Giorgio Armani Superyacht, Dubois Cup, Swan Cup e diverse altre. Direi forse una decina di volte. Però erano alcuni anni che non tornavo e aspettavamo davvero con entusiasmo di tornare a navigare tra le isole. In questi giorni abbiamo avuto davvero il massimo dal campo di regata. A bordo abbiamo alcuni velisti che non erano mai stati qui prima e facevamo quasi fatica a richiamarli all’attenzione durante virate e strambate, perché erano completamente rapiti dal panorama. È difficile spiegare quanto sia bello questo posto”.
Hai un ricordo particolare legato a Porto Cervo? Una regata che non dimenticherai mai?
“Sì, eccome. Ai tempi dei Farr 40 ho vissuto qui un episodio piuttosto incredibile. Stavamo navigando tra le isole e, mentre eravamo in planata, improvvisamente abbiamo straorzato violentemente. Nel caos abbiamo perso un uomo a mare senza accorgercene. Quando la barca si è rimessa dritta abbiamo continuato a regatare fino alla successiva strambata, momento in cui ci siamo resi conto che mancava qualcuno… Per fortuna un’altra barca lo aveva visto cadere in acqua e lo aveva recuperato. Noi siamo tornati indietro immediatamente e la regata, ovviamente, è finita lì. Anche se navighiamo sotto costa e non in mare aperto, ancora oggi penso a quanto sia stato importante che qualcun altro se ne sia accorto. In ogni caso il protagonista della storia l’ha presa bene… Era un tipo molto tosto, un ex militare. Quando siamo rientrati vicino al porto ci ha detto ‘Ragazzi, sono abituato a nuotare’. E si è semplicemente buttato in acqua per raggiungere la marina a nuoto”.
Ti rivedremo presto a Porto Cervo?
“Sì, tornerò per la Rolex Swan Cup di settembre, a bordo di EuroEyes, uno Swan 55.”